Mastopessi Mini Invasiva

SOLLEVARE IL SENO SENZA CICATIRCI – LA MASTOPESSI MINI INVASIVA

Mastopessi Mini Invasiva

Mastopessi Mini Invasiva

Il seno è una di quelle parti del corpo della donna estremamente importanti in quanto segno di fascino e femminilità e spesso responsabile di una più o meno marcata autostima. Purtroppo è anche una di quelle parti che si modifica nel corso della vita andando incontro nella maggior pare dei casi ad un costante processo involutivo. Nell’arco della vita, in realtà, il seno di una donna cambia di continuo, dall’età dello sviluppo puberale, a quella matura delle gravidanze e allattamento, a quella della menopausa.

In pubertà il seno inizia a svilupparsi e a crescere, fino al raggiungimento di dimensioni più o meno definitive che si manterranno poi per la maggior parte della vita. In età puberale e giovanile il seno si presenta sodo, pieno, con una pelle tonica e solco sottomammario minimamente accennato (anche se questo è molto soggettivo in quanto legato non solo al grado di elasticità cutanea ma anche alle dimensioni della mammella).

Ogni donna e ogni corpo si modifica diversamente nel tempo, anche durante un’eventuale gravidanza e nel successivo allattamento. Subito dopo il parto nella maggior parte delle donne l’aumentato livello di prolattina e conseguentemente la produzione di latte, portano ad un aumento di dimensioni delle mammelle che si gonfiano per puoi svuotarsi durante la suzione.  In questo periodo, soprattutto se prolungato, è possibile che la cute delle mammelle e il tessuto ghiandolare, continuamente stressati da continue modificazioni di volume, non siano più in grado di tornare allo stato antecedente manifestando una perdita di elasticità dei tessuti con formazione di smagliature cutanee e ptosi (cedimento verso il basso) di tutta la mammella. Questo evento può manifestarsi in qualsiasi donna, indipendentemente dalle dimensioni iniziali della mammella, in quanto la causa non è il “grande volume” ma la continua modificazione dello stesso (Effetto Fisarmonica).

Tra i 30 e i 40 anni tutti i seni, grandi o piccoli che siano, iniziano una lenta  trasformazione. La pelle perde progressivamente elasticità, soprattutto se il peso del seno è importante e si ha una progressiva sostituzione del tessuto ghiandolare con tessuto adiposo che rende le mammelle meno turgide e più soffici.

Questi fenomeni portano il seno ad assumere un aspetto più cadente con il complesso areola-capezzolo che guarda verso il basso poiché i tessuti della ghiandola si concentreranno principalmente nella porzione centrale ed inferiore delle mammelle, mentre nelle aree periferiche resta solo del tessuto adiposo. Oltre i 50 anni, con l’avvento della menopausa, questi fenomeni tendono ad accentuarsi, e le mammelle tendono a divenire ancora più cadenti.

La perdita di tono, di volume e di turgidità della mammella spinge le donne a ricercare una correzione. E’ questo il momento di intervenire per ridonare al seno il sostegno perduto.

Nella maggior parte dei casi ciò che viene chiesto al chirurgo plastico e di risollevare il seno (Intervento di Mastopessi), ma a seguito di una visita accurata, spesso emerge il fatto che il seno, non solo è divenuto ptosico, ma ha anche perso volume. Ecco allora che in questo caso possiamo intervenire chirurgicamente ridonando tonicità e volume alle mammelle, senza però dover sopportare il disagio delle cicatrici da mastopessi. L’intervento di sollevamento del seno è infatti spesso temuto dalle pazienti, proprio per la necessità di dover poi accettare delle cicatrici permanenti, non sempre facilmente camuffabili.

Ma se il seno non è troppo grande o particolarmente ptosico (ptosi lievi-moderate) con la Mastopessi Mini Invasiva è oggi possibile risollevarlo di 4-5 cm senza lasciare cicatrici visibili. La perdita di volume verrà reintegrata grazie all’inserimento di protesi correttamente selezionate al fine di ripristinare il deficit di volume presente, ridonare tono ai tessuti, risollevare il complesso areola-capezzolo e quindi tutta la mammella. Le protesi utilizzate possono essere di dimensioni  variabili a seconda del volume richiesto dalla paziente, rotonde o a goccia (anatomiche) per avere un risultato ancora più naturale. Queste verranno posizionate parzialmente sotto il muscolo gran pettorale al fine di coprire il bordo superiore della protesi, come avviene nelle classiche Mastoplastiche Additive e di favorire il risollevamento del seno. A fine intervento sarà presente solo la cicatrice usata per l’inserimento della protesi nella parte bassa del seno o addirittura nella regione areolare per le pazienti nelle quali ciò è possibile.

Cicatrici da Acne: una combinazione di trattamenti per il rinnovo della pelle

L’acne è una condizione clinica che può colpire tutte le età ma che perlopiù affligge giovani tra i 14 e i 30 anni con una incidenza di 1 su 4 e una prevalenza di sviluppo in età adolescenziale, quando lo stimolo ormonale sulle ghiandole sebacee risulta maggiore. Normalmente regredisce entro i 20 anni, ma può anche protrarsi in età più avanzate quando diventa ancor più aggressiva, accentuandosi nel periodo mestruale nelle donne o in concomitanza dell’assunzione di terapie ormonali.

acne

acne

Si parla di acne quando si ha una produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee che raggiunge la cute, occludendo il follicolo pilo-sebaceo e creando il cosiddetto “comedone”. I batteri colonizzano i follicoli producendo infiammazione che si manifesta con rossore, edema e iperseborrea (brufoli). Esistono, a seconda della gravità, vari tipi di acne: comedonica, più leggera, papulo-pustolosa, forma intermedia e cicatriziale o nodulo-cistica che è la forma più grave. Talvolta queste condizioni si presentano separatamente ma è più frequente riscontrare delle forme di acne mista in cui le varie condizioni coesistono tra loro.

L’approccio a questa patologia della pelle è vario a seconda della fase della malattia (acne attiva o acne spenta) e dell’età del paziente. In età giovanile e nelle fasi iniziali della malattia l’approccio è solitamente farmacologico, successivamente, soprattutto di fronte a esiti di acne attiva, si va incontro a trattamenti volti a migliorare la texture cutanea, ormai compromessa da periodi spesso lunghi di acne attiva. Ecco quindi che abbiamo a disposizione trattamenti chimici, quali i Peeling che si possono però rivelare insufficienti per l’ottenimento di un buon risultato, trattamenti ablativi quali i Laser CO2 o la Dermoabrasione, che al contrario possono risultare troppo aggressivi con alto tasso di complicanze (rischio infezioni, esiti cicatriziali o iperpigmentazioni) e lunghi tempi di ripresa post-trattamento che spesso il paziente non è disposto ad accettare.

Oggi abbiamo la possibilità di ottenere importanti risultati grazie all’utilizzo di un Laser Frazionato che ha la peculiarità di effettuare un trattamento Non Ablativo, consentendo così una ripresa immediata della vita sociale, senza il discomfort creato dai trattamenti ablativi .
Il Laser Erbium-ResurFx ha la prerogativa fondamentale di stimolare il derma a produrre collagene con lo scopo di contrastare l’atrofia cicatriziale creata dall’acne che si manifesta con le classiche lesioni tipo “boxcar”- cicatrici depresse con bordi morbidi, “rolling”- cicatrici concave a scodella con bordi più taglienti e “icepick”- cicatrici puntiformi e molto profonde. Il laser ResurFx contrasta inoltre l’azione dei batteri, inibisce la produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee e grazie al suo forte potere antinfiammtorio, contrasta anche le forme di acne eritematosa persistente. Il trattamento, veloce ed efficace, assicura un’erogazione di energia precisa, omogenea e sicura ed è inoltre dotato di un raffreddamento cutaneo continuo che garantisce comfort e sicurezza ottimali per il paziente.

Il numero di sedute richieste è normalmente di 4-5, distanziate di 3 settimane l’una dall’altra e della durata di circa 20 minuti ciascuna. Subito dopo il trattamento si manifesta un arrossamento delle aree trattate che può durare da 2 a 72 ore a seconda della risposta del paziente ma che è tranquillamente camuffabile con un normale make-up.

Nel protocollo di trattamenti combinati, al fine di intensificare la stimolazione del tessuto dermico, è possibile intervallare e far precedere queste sedute da dei trattamenti di Biostimolazione a base di Acido Ialuronico, Vitamine, Aminoacidi e Antiossidanti allo scopo appunto di intensificare la produzione di neo-collagene, ridensificando il derma e donando luce e compattezza. Questo trattamento, oltre ad agire sulla texture cutanea, ne previene l’invecchiamento e contribuisce a mantenere la pelle più luminosa.
Lo schema di trattamento prevede una seduta di Biostimolazione iniziale, che potremmo definire di preparazione del terreno cutaneo per il successivo trattamento laser che verrà effettuato dopo 3 settimane e ripetuto nei 2 mesi successivi. Seguirà una nuova sessione di 1-2 sedute di Biostimolazione e 1- 2 sedute di Laser Non Ablativo, alternate tra di loro, per un totale di 6-8 incontri.

Il trattamento combinato, Laser Erbium-ResurFx+Biostimolazione consente quindi, da un lato una stimolazione termica dell’epidermide e del derma superficiale, dall’altro una stimolazione del derma profondo e dei suoi fibroblasti che vengono “attivati” a produrre neo-collagene.

In sintesi le tecnologie laser oggi a disposizione combinate con un approccio dermoristrutturante a base di acido ialuronico e complessi biostimolanti, ci consentono di contrastare l’acne e di correggerne gli esiti grazie al forte potere antiinfiammatorio e battericida, alla inibizione delle ghiandole sebacee e alla stimolazione dermica alla produzione di nuovi collagene ed elastina. Tutto ciò con poche e brevi sedute ambulatoriali, senza che sia necessario sottoporsi a terapie farmacologiche e senza che si manifestino effetti collaterali indesiderati.

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Ricordate questa data!
Giovedì 1 ottobre 2015 presentazione di EsteMedica, aperitivo e omaggio per vecchi e nuovi amici!
Vi aspettiamo numerosi per brindare insieme a noi!

Danni Solari

Danni Solari : come curare viso e corpo

L’estate volge ormai al termine e con l’attenuarsi dell’abbronzatura iniziano a rendersi evidenti i danni che il sole ha provocato sulla nostra pelle: cute secca, presenza di micro-rugosità, permanenza di macchie e discromie di vario tipo. La combinazione di trattamenti medici che consentono di trattare i diversi inestetismi, permette di ridare tono e luminosità ad una pelle divenuta ormai asfittica.

Danni Solari

Ecco così che un peeling chimico (scelto in base al tipo di pelle) permetterà di trattare adeguatamente l’ispessimento dello strato corneo dell’epidermide, che è uno dei meccanismi di difesa che la cute mette in atto per difendersi dai raggi UV; in tal modo la pelle, esfoliandosi, riacquisterà la sua lucentezza, apparendo più liscia e compatta.

Un ciclo di biostimolazione cutanea potrà aiutare invece a ridare turgore, vitalità ed elasticità alla pelle, stimolando la produzione di neo-collagene e fibre elastiche e, nei casi più importanti, potrà essere associato a trattamenti laser volti a ripristinare una omogeneità e compattezza cutanea ormai perdute.

La biostimolazione a base di vitamine e acido ialuronico consente infatti il ripristino dell’idratazione e del turgore cutaneo, ricostituendo quello spessore che conferisce alla pelle un aspetto più turgido e giovanile.
Un trattamento Laser mediante tecnologia IPL e Herbium-FX consente invece di attenuare fino ad eliminarle completamente tutte quelle irregolarità di superficie (micro rughe) o di colorito (melasma, lentigo simplex) che conferiscono alla pelle un aspetto troppo “maturo”.

Il consiglio è quello dunque di affidarsi ad uno professionista in grado di analizzare la cute nel suo insieme e nel dettaglio al fine di identificare il trattamento o i trattamenti più adeguati per ciascun paziente. EsteMedica mette a disposizione specialisti e tecnologie in grado di rispondere alle diverse esigenze del paziente allo scopo di favorire una rigenerazione cutanea complessiva che risolva tutti gli inestetismi provocati dai raggi solari.

Radiesse® Hands – Merz: nuova approvazione FDA per le mani

Le mani rappresentano, un po’ come il viso, il biglietto da visita di ognuno di noi, biglietto che però spesso svela un’età che normalmente si tende a celare. Oggi è possibile intervenire con trattamenti di ringiovanimento delle mani volti a ripristinare l’elasticità persa e a rimpolpare un tessuto scarno e invecchiato, attraverso infiltrazioni sottocutanee di Acido Ialuronico o con un trattamento ancora più specifico a base di Idrossiapatite di Calcio. Le proprietà dell’Acido Ialuronico sono ormai da tempo note a tutti e le indicazioni per le quali è più comunemente utilizzato (ripristino dei volumi del viso) hanno sempre trovato riscontro anche sulle mani, con risultati più o meno soddisfacenti.

radiesse mani

L’Idrossiapatite di Calcio di Radiesse® rappresenta una novità nel ringiovanimento delle mani che presentano cute molto assottigliata e un aspetto asciutto e vecchieggiante. Attualmente Radiesse® è il primo e unico filler dermico approvato dall’FDA per l’uso nella mano. Ricerche di mercato dicono che l’attenzione al ringiovanimento delle mani è aumentata molto negli ultimi anni, in particolare tra i pazienti che si sono sottoposti a trattamenti antiaging del volto. Questo prodotto fornisce un immediato effetto volumizzante e aiuta a ridurre la visibilità e la sporgenza di vene e tendini sul dorso della mano, con un risultato naturale che dura più di 1 anno.

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L’Idrossiapatite di Calcio e’ un materiale  iniettabile e riassorbibile, che oltre a ripristinare il volume perduto sul dorso della mano, stimola la produzione di collagene di tipo 1, quello più giovanile, conferendo così alla pelle nuova elasticità.
Il risultato estetico e’ immediato: il trattamento si esegue iniettando almeno una fiala di Idrossiapatite su ciascuna mano, previa applicazione di una crema anestetica e ghiaccio per ridurre la dolorabilità ed eventuali ematomi. A questa tecnica si possono associare peelings specifici ad azione depigmentante o trattamenti laser con luce pulsata che consentono di ridonare omogeneità al colorito cutaneo.